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La corruzione nell’OMS/WHO e le vere cause del Covid-19

Quando si tratta di politiche per affrontare le pandemie influenzali, c’è un inerente conflitto di interessi tra l’industria farmaceutica, l’OMS/WHO, e il sistema della salute globale.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/WHO) guida i servizi sanitari pubblici di 194 stati membri e di altre nazioni, per quanto riguarda l’impiego di farmaci, vaccini e rimedi non farmacologici (psicoterapia, fisioterapia, medicine alternative).

Nei primi anni del ventunesimo secolo, l’ OMS/WHO ha cambiato la sua politica finanziaria consentendo l’ingresso di denaro privato all’interno del suo sistema, in aggiunta a quello normalmente erogato dagli stati membri. Da allora, l’organizzazione è stata molto efficiente nel raccogliere fondi, e oggi può vantare un budget complessivo costituito per più della metà, da finanziatori privati, tra i quali spicca Bill Gates, con oltre un miliardo di dollari, per il 2012-13.

Questo nuovo sistema di finanziamento privato, che vede la Bill & Melinda Gates Foundation (BMGF) al primo posto tra i finanziatori dei progetti per la salute globale dell’OMS/WHO, dopo la defezione degli Stati Uniti d’America, ha condotto l’organizzazione ad avvicinarsi pericolosamente all’industria dei farmaci e dei vaccini.

In termini più espliciti, è molto verosimile che, dopo l’ingresso di finanziatori privati, tra quali, oltre alla BMGF, troviamo note multinazionali del farmaco, impegnate nella produzione di vaccini, quali, tra gli altri, Novartis, GSK e Sanofi-Pasteur, le decisioni dell’Organizzazione possano essere fortemente condizionate dagli interessi dei finanziatori, trasformando un organismo multinazionale supervisore della salute globale, in una vera e propria società per azioni.

Non a caso, quando si confrontano le indicazioni della lista dei farmaci raccomandati dall’OMS/WHO, con quelle fornite da ricercatori indipendenti della Cochrane Collaboration (organizzazione “no profit” che comprende circa 3.000 tra medici e ricercatori indipendenti, che analizzano i risultati delle sperimentazioni cliniche su farmaci e vaccini), si vede come i dati della Cochrane rivelino sistematicamente più scarsa efficacia e più importanti effetti collaterali di quelli riportati dall’OMS/WHO, per tutti i farmaci ed i vaccini raccomandati.

Niente di nuovo sotto il sole! Dato che vive e sopravvive con i fondi di privati e delle multinazionali di farmaci e vaccini, con Bill Gates come primo finanziatore e di fatto, proprietario, l’OMS/WHO non può giudicare serenamente e in modo obiettivo l’efficacia e la sicurezza di farmaci e vaccini, perché il suo giudizio è fortemente pregiudicato da un gravissimo ed irrisolto conflitto di interessi! E poiché l’OMS/WHO è l’organismo sovranazionale con funzioni di supervisione e controllo sulla salute globale per ben 194 stati membri, questa situazione di conflitto di interessi, con la corruzione che sempre l’accompagna, rappresenta una delle più gravi e pericolose minacce del nostro tempo, per la salute pubblica.

Nel 1988 Halfdan Mahler, direttore generale dell’OMS/WHO (dal 1973 al 1988), dalle pagine del quotidiano Danese “Politiken” aveva messo in guardia il mondo contro il potere esercitato dall’industria farmaceutica sull’OMS/WHO: “L’industria sta assumendo il controllo sull’Organizzazione Mondiale della Sanità”. Ma nessuno gli credette perché era difficile, per il pubblico, comprendere i complicati giochi di potere di cui stava parlando. Sfortunatamente, aveva ragione. Lo scandalo dell’influenza suina del 2009, ha dimostrato come l’OMS/WHO sia stata totalmente sottomessa dall’industria farmaceutica.

Durante l’influenza suina del 2009, passata alla storia come “la pandemia che non c’è”, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, si distinse per non aver rivelato (ed ancora oggi non li conosciamo) i conflitti di interesse dei membri del Comitato di Emergenza creato e diretto da Margaret Chan, per fronteggiare l’emergenza (in realtà inesistente!). Come precisano Cohen e Carter, in un articolo pubblicato dal «British Medical Journal», famosi scienziati avevano, per l’occasione, scritto articoli scientifici per conto dell’industria farmaceutica, perché questa potesse trarne profitto, attraverso le direttive che l’OMS avrebbe emanato, sulla base dei dati riportati in quegli articoli. Le identità di questi scienziati, restano ancora segrete, mentre l’OMS liquida la descrizione di questa oscura (si fa per dire!) vicenda, come “complottismo”; ma il clamoroso fiasco è ormai un dato storico e incontrovertibile.

Quando si tratta di politiche per affrontare le pandemie influenzali, c’è un inerente conflitto di interessi tra l’industria farmaceutica, l’OMS/WHO, e il sistema della salute globale. Anche nell’occasione del miserevole fiasco dell’influenza suina, le decisioni prese all’interno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità costrinsero i governi a investire ingenti somme nell’acquisto di antivirali e vaccini. La stessa Margaret Chan, in risposta alle accuse mosse da illustri testate scientifiche, alla pessima gestione dei conflitti di interessi, ammise: «L’OMS deve stabilire e consolidare regole più ferree per i suoi impegni con l’industria farmaceutica». La prossima volta (e con il COVID-19 siamo già alla “prossima volta”), l’OMS dovrà essere più trasparente, nei suoi processi decisionali, più abile nel comunicare il rischio al pubblico, più flessibile nel rispondere alla pandemia, qualunque forma essa assuma. Sarà riuscita, l’OMS, a rispettare i buoni propositi espressi dall’allora direttore generale? Lasciamo volentieri al Lettore la risposta a questo quesito, introducendo, all’interno di questo quadro, già abbastanza sconcertante, la “novità” rappresentata proprio dalla Bill & Melinda Gates Foundation (BMGF) e dal suo ruolo nei cosiddetti programmi di salute globale.

La BMGF è, senza ombra di dubbio, la più grande e la più potente fondazione benefica privata del mondo. Nel 2007, la fondazione ha investito, sulla salute globale, una cifra superiore all’intero budget annuale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma come organizzazione privata, non essendo soggetta ad elezioni popolari, essa spesso opera al di fuori dei limiti stabiliti da una gestione democratica e trasparente. Inoltre, se da una parte, la BMGF investe in encomiabili opere benefiche a tutela della salute, dall’altra, essa è molto impegnata con investimenti in settori dell’alimentazione e del farmaceutico, che non sembrano andare esattamente nella stessa direzione, se si considera che la fondazione è azionista, tra gli altri, di Mc Donalds, Coca Cola, Monsanto, Johnson & Johnson, Shering-Plough, Ely Lilly, Merk e Wyeth.

Tra l’altro, BMGF siede, insieme alla Banca Mondiale, a Big Pharma e numerosi altri partners, nel consiglio di amministrazione del GAVI o Global Alliance for Vaccination and Immunization (Alleanza Globale per le Vaccinazioni e le Immunizzazioni), come socio di maggioranza, con un budget di gran lunga superiore a quello della stessa Organizzazione Mondiale della Sanità. Qualcuno potrebbe chiedersi: cosa ci fa, un magnate dell’industria dei computer (Bill Gates) all’interno di un’organizzazione che ha lo scopo di migliorare l’accesso all’immunizzazione per la popolazione dei Paesi in via di sviluppo? E soprattutto, quali sono le politiche e le strategie che la fondazione si propone di seguire, per il miglioramento della salute globale, mediante i vaccini? Alla ricerca di risposte a tali quesiti, il Lettore più attento potrebbe imbattersi in un video in cui il famoso magnate di Microsoft, parlando del riscaldamento globale e dell’incremento demografico mondiale, afferma, a partire dal minuto 2.47: «Il mondo, oggi, ha 6,8 miliardi di individui che andrà ad aumentare fino a circa 9 miliardi. Ora, se facciamo un buon lavoro sui nuovi vaccini, i sistemi sanitari ed i servizi di assistenza alla riproduzione, potremmo ridurre tutto questo del 10, forse 15%».

Contenere l’incremento demografico mondiale mediante i vaccini? In che modo? In un articolo pubblicato recentemente dalla prestigiosa rivista «The Lancet», Patricia J. Garcìa (External Advisory Board Member, Department of Global Health, University of Washington) afferma: «La corruzione è parte integrante del sistema sanitario. In tutta la mia vita, come ricercatrice, operatrice sanitaria e ministro della salute, ho visto rafforzarsi disonestà e frode, e, nonostante la corruzione rappresenti una delle più importanti barriere alla realizzazione di un progetto di salute globale, solo di rado se ne discute apertamente».

Ma questa breve analisi dei potenziali corrotti, all’interno del cosiddetto sistema della salute globale, non può prescindere dall’individuazione dei corruttori, ossia di coloro che vedono nelle vaccinazioni di massa, una fonte di guadagno senza precedenti, rapida, e a buon mercato, ossia “Big Pharma”, l’industria che produce farmaci e vaccini, alla quale uno scienziato qualificato ed esperto — Peter Gotszche — ha dedicato un intero libro, dal titolo molto significativo, “Medicine Letali e Crimine Organizzato”. L’introduzione a questo libro, che ha ricevuto il premio della British Medical Association per il 2014, è stata curata, tra gli altri, da Richard Smith, editore capo del “British Medical Journal” dal 1994 al 2007.

Scrive Smith, nella sua introduzione al libro di Gotszche: «Le aziende farmaceutiche hanno sistematicamente favorito la corruzione delle ricerche di valutazione, al fine di accentuare gli effetti benefici e di minimizzare gli effetti negativi dei propri farmaci. Molti lettori si chiederanno se Peter non ci sia andato un po’ troppo pesante nell’accostare le attività delle aziende farmaceutiche a quelle della criminalità organizzata. Il crimine organizzato, secondo la legislazione americana, è contraddistinto dalla reiterazione di alcuni reati specifici, come l’estorsione, la frode, i reati contro le leggi federali, la corruzione, l’appropriazione indebita, l’intralcio alle indagini, l’intralcio all’applicazione delle leggi, la manomissione delle prove e la corruzione dei politici. Egli mostra fino a che punto si siano spinte le aziende nella campagna acquisti di medici, di professori universitari, di riviste mediche, di associazioni di professionisti e di utenti, di interi dipartimenti universitari, di giornalisti, di membri degli enti regolatori e di politici. Questo è il modo di procedere della criminalità organizzata».

L’ennesima finta pandemia, dichiarata da un organismo sovranazionale (di proprietà di uno degli uomini più ricchi del mondo) per la tutela della salute pubblica, arriva dopo altri quattro flop: la SARS, la “mucca pazza”, la “suina” e l'”aviaria”, posti in opera tutti al solo scopo di abrogare Diritti Civili, Libertà Individuali e Democrazia, in accordo con un folle disegno, ormai noto da diversi decenni! Il COVID-19 si annunciava e, di fatto, si è manifestato come l’ennesimo, disperato attentato posto in opera da “élites” finanziarie criminali, contro i popoli liberi del mondo intero.

S.U.O.M.I. non intende restare a guardare! Combattere corruzione, corrotti e corruttori, è la strada maestra che il sindacato intende percorrere per restituire ai cittadini democrazia, libertà, diritti civili e verità! I malfattori sono avvertiti!

Dr. Domenico Mastrangelo
Segretario Nazionale S.U.O.M.I

Articolo pubblicato il
18/07/2020